“Restituiamo valore al lavoro pubblico e al sistema sanitario nazionale”
“Anche oggi siamo stati davanti alle strutture del servizio sanitario per promuovere, tra lavoratrici e lavoratori e la cittadinanza tutta, la raccolta firme per le due leggi di iniziativa popolare promosse dalla Cgil per rafforzare la tutela della salute e i diritti sul lavoro attraverso una migliore regolamentazione degli appalti.
È indispensabile aumentare la spesa pubblica per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e portarlo a livelli europei, per valorizzare il personale che garantisce a tutta la popolazione un diritto fondamentale, per rafforzare l’assistenza territoriale e la prossimità della presa in carico dei bisogni di salute delle persone. Così come è indispensabile aumentare i diritti e le tutele di chi lavora in appalto e limitare il ricorso alle esternalizzazioni, troppo spesso effettuate solo per ridurre i costi a scapito di lavoratrici e lavoratori”.
Così la segretaria Fp Cgil nazionale, Giordana Pallone, presente oggi a Potenza alla campagna per la raccolta firme sulle leggi di iniziativa popolare con banchetti all’ospedale San Carlo e all’Asp.
“Prosegue l’attività della Fp Cgil per restituire valore al lavoro pubblico. In questa direzione va letta la recente sottoscrizione della preintesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Locali per il triennio 2025-2027, che riguarda, a livello regionale, circa 10 mila lavoratrici e lavoratori di Comuni, Province, Regione ed enti strumentali – ha aggiunto la segretaria generale Fp Cgil di Potenza, Giuliana Scarano –
Un primo, fondamentale passo verso la riduzione dello storico divario retributivo che penalizza da anni chi lavora nei Comuni e nelle Province rispetto al resto del pubblico impiego”. È così che la FP Cgil definisce l’intesa raggiunta, sottolineando come il rinnovo si inserisca in un percorso di riequilibrio salariale ancora da completare, ma che oggi compie un passaggio concreto.
Per la prima volta viene istituito un fondo a carico dello Stato destinato a finanziare una nuova indennità di comparto, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare gradualmente gli stipendi dei lavoratori delle Funzioni Locali a quelli delle Funzioni Centrali. Per il personale dei Comuni la dotazione prevede 50 milioni di euro nel 2027 e 100 milioni a decorrere dal 2028. Si tratta di una risposta, seppur parziale, a una disparità retributiva da noi più volte denunciata negli ultimi anni.
Il rinnovo prevede aumenti stipendiali superiori al tasso di inflazione programmata e introduce una clausola di salvaguardia a protezione dei salari in caso di impennate improvvise del costo della vita. Per la Fp Cgil si tratta di un principio importante, da consolidare nei prossimi rinnovi contrattuali, affinché il potere d’acquisto di chi lavora negli enti locali non resti esposto alle oscillazioni del carovita.
Tra le conquiste normative rivendicate dalla Fp Cgil figura una maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi vita/lavoro, l’equiparazione delle ferie annue tra il personale di nuova assunzione e i dipendenti con maggiore anzianità di servizio, superando una disparità di trattamento che penalizzava da tempo i lavoratori più giovani.
L’accordo amplia, inoltre, le tutele per chi è affetto da patologie oncologiche, invalidanti o croniche, comprese le malattie rare, recependo il congedo fino a ventiquattro mesi previsto dalla legge 106 del 2025 e riconoscendo dieci ore annue di permesso dedicato, tutele estese anche ai genitori di figli minorenni nelle condizioni previste dalla norma.
La Fp Cgil, con una nota a verbale congiunta, ha ribadito che le norme riguardanti i diritti di informazione, confronto e contrattazione non possono determinare l’esclusione di organizzazioni sindacali rappresentative, non firmatarie, dal godimento delle prerogative sindacali, come già sostenuto e rivendicato in sede giudiziaria.
La preintesa dovrà ora completare l’iter di certificazione e autorizzazione prima di arrivare alla firma definitiva e diventerà pienamente esigibile solo dopo la sottoscrizione definitiva anche nei singoli enti, passaggio necessario perché gli effetti economici e normativi trovino concreta applicazione.


