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Sanità, firmata la preintesa per il contratto dei medici. Al tavolo ARAN anche Gianpaolo D’Addeo della FP CGIL Potenza

FP CGIL: «Un risultato importante. Ora serve un piano straordinario di assunzioni»

È stata sottoscritta nella giornata di ieri la preintesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale 2025-2027 dell’Area Sanità, che interessa oltre 137 mila professionisti tra medici, veterinari, dirigenti sanitari e dirigenti delle professioni sanitarie. Alla trattativa nazionale ha partecipato anche Gianpaolo D’Addeo, cardiologo dell’azienda ospedaliera San Carlo, delegato della Fp Cgil di Potenza e componente della delegazione Fp Cgim al tavolo negoziale in ARAN.

Per la FP CGIL di Potenza si tratta di un risultato importante, perché il rinnovo dà risposte concrete sul piano economico, che resta un elemento fondamentale di riconoscimento del lavoro, ma va oltre la sola componente salariale, intervenendo sulla valorizzazione professionale, sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive di chi opera nel Servizio sanitario pubblico.

Gli incrementi economici arrivano a circa 500 euro lordi medi mensili, con un aumento minimo di 480 euro per medici e veterinari e di 400 euro per i dirigenti sanitari, oltre agli arretrati. Una differenza che non nasce dal contratto, ma da una sperequazione tra le diverse professionalità introdotta dalle ultime leggi di bilancio, che la Fp Cgil ha contestato ripetutamente nel corso della trattativa, riuscendo, attraverso il confronto al tavolo, a ridurre significativamente questo divario. Gli arretrati, trattandosi di un contratto sottoscritto in vigenza, non saranno particolarmente elevati: si attestano intorno ai 6 mila euro pro capite, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita.

Accanto alla parte economica, la preintesa introduce diverse novità sul piano normativo. Ai neoassunti viene riconosciuto un incarico già dal primo mese di servizio e viene rafforzata la valorizzazione delle carriere, con specifici riconoscimenti economici al maturare dei 3 e dei 10 anni di servizio. Viene inoltre chiarito che gli incarichi devono essere accompagnati da una componente di retribuzione variabile. Importanti anche gli interventi sull’orario di lavoro: viene rafforzata la possibilità di recuperare le ore lavorate e non recuperate, limitato il servizio fuori sede e aumentata la retribuzione della pronta disponibilità. Sul versante delle tutele sono previste due giornate di ferie aggiuntive nei primi tre anni di servizio, un’indennità riconosciuta anche durante le ferie e misure per una maggiore equità retributiva di genere.

“È un risultato che consideriamo importante perché interviene contemporaneamente sul riconoscimento economico e sulla qualità del lavoro – dichiara Giuliana Scarano, segretaria generale della Fp Cgil Potenza –. Abbiamo lavorato per ridurre una sperequazione che penalizzava una parte dei professionisti e per ottenere un contratto capace di valorizzare le carriere, tutelare il tempo di lavoro e migliorare le condizioni nelle quali medici e dirigenti sono chiamati a garantire ogni giorno il diritto alla salute”.

Il valore di questi interventi emerge ancora più chiaramente se rapportato alla situazione degli organici medici in Basilicata. Secondo il nonno Rapporto Gimbe, pubblicato proprio nella giornata di ieri, nel 2024 nella nostra regione erano presenti 1,74 medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale ogni 1.000 residenti, contro 1,84 a livello nazionale. La Basilicata presenta quindi una dotazione di medici dipendenti del sistema sanitario nazionale inferiore di circa il 5,4% rispetto alla media nazionale. È una differenza che riguarda specificamente la componente medica e che rende ancora più evidente quanto sia necessario intervenire sulle condizioni che possono favorire il reclutamento e la permanenza dei professionisti nel servizio sanitario pubblico. Il rinnovo contrattuale si muove in questa direzione, agendo sulla retribuzione, sulle prospettive di carriera e sulle condizioni di lavoro. Può quindi contribuire a contrastare la progressiva fuoriuscita di professionisti dal SSN, ma per colmare il divario non è sufficiente migliorare il contratto: servono anche assunzioni.

“Il dato Gimbe ci consegna una fotografia precisa – prosegue Scarano –. In rapporto alla popolazione, in Basilicata abbiamo meno medici dipendenti rispetto alla media nazionale. È una criticità che non può essere affrontata con interventi episodici né scaricata sulla disponibilità dei singoli professionisti. Anche un rafforzamento della dotazione infermieristica, pur rappresentando un dato positivo, non può compensare una presenza di medici inferiore alla media nazionale: le diverse professionalità devono essere programmate in relazione ai rispettivi fabbisogni e alle esigenze dei servizi. Occorre quindi una politica organica del personale, capace di rendere il Servizio sanitario pubblico competitivo nel reclutamento e nella permanenza dei professionisti, migliorare le condizioni di lavoro e programmare gli organici sulla base dei reali bisogni di salute della popolazione”.

Per la Fp Cgil di Potenza la firma della preintesa deve quindi rappresentare l’avvio di una fase nuova anche sul piano regionale. ” Chiediamo alla Regione e al Governo una programmazione stabile dei fabbisogni e un piano straordinario di assunzioni – conclude Scarano –. Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di reclutare i professionisti necessari e, allo stesso tempo, creare le condizioni perché scelgano di formarsi, lavorare e costruire il proprio percorso professionale nel Servizio sanitario pubblico regionale, rafforzando ulteriormente le sinergie con l’Università degli studi della Basilicata e, in particolare, con il corso di laurea in medicina e chirurgia. Il contratto fa un passo avanti sulla valorizzazione del lavoro; ora servono scelte conseguenti sugli organici, perché senza un numero adeguato di medici non è possibile garantire servizi di qualità e sostenibilità del lavoro”.