La Fp Cgil di Potenza ha chiesto alla Regione Basilicata di aprire un tavolo di confronto in merito all’utilizzo dello smart working e in particolare alla sospensione del lavoro agile per i dipendenti il cui accordo individuale è scaduto. Scopo del tavolo, la revisione di alcune indicazioni operative contenute nel Regolamento n. 3, emanato il 26 maggio 2023, che non sono più rispondenti alle esigenze organizzative della Regione stessa nonché poco collimanti con le previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro. Già con nota del 30 luglio 2025, la Fp Cgil aveva evidenziato la necessità di attivare il tavolo di confronto. Tale esigenza è stata ribadita anche nelle ultime riunioni di delegazione trattante.
La Fp Cgil chiede il superamento del limite percentuale del 40%, peraltro non previsto dal contratto collettivo nazionale che ben specifica che si tratta di una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, subordinandola alla individuazione di criteri generali per l’individuazione dei processi e attività cosiddette “smartabili” e condizionandone l’accesso alla conciliazione delle esigenze di benessere e flessibilità dei lavoratori con gli obiettivi di miglioramento del servizio pubblico. Rispetto al personale in condizione di pendolarismo, alla luce delle nuove assunzioni effettuate nel recente periodo, occorre prevedere ulteriori criteri che rendano più agevole l’accesso al lavoro flessibile per questo personale;
presenza di comprovate situazioni di salute personale e familiare di grave natura e di carattere temporaneo: chiediamo di prevedere l’autorizzazione al lavoro agile almeno per 30 giorni consecutivi.
La Fp Cgil chiede inoltre di prevedere l’attivazione del lavoro agile, anche in deroga a quanto disposto dai rispettivi accordi individuali, nei casi di calamità naturali o di altre fattispecie che comportino l’impossibilità di rendere la prestazione lavorativa in presenza per oggettive difficoltà (lavori di manutenzione, interruzione della circolazione etc) o impossibilità di raggiungere le rispettive sedi di lavoro.
Come ha dimostrato la recente chiusura degli uffici regionali con sede a Matera, tali situazioni possono agevolmente essere affrontate con tale strumento invece di utilizzare il ricorso ad altri istituti, quali ferie, permessi personali o altro.
Numerose sono le segnalazioni di un impiego del lavoro agile a macchia di leopardo nelle varie direzioni regionali e nel Consiglio regionale che, determinando forti disparità di trattamento, sta generando molto malcontento tra i lavoratori.
La Fp Cgil evidenzia come l’istituto del lavoro agile, costituendo una modalità ordinaria di organizzazione del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, finalizzata a favorire flessibilità organizzativa, responsabilizzazione per obiettivi e miglioramento della performance complessiva, coinvolge anche la dirigenza dell’area funzioni locali, il cui contratto non prevede alcun divieto per l’accesso della dirigenza al lavoro agile. Al contrario, l’articolo 11 disciplina espressamente tale istituto, demandando alle amministrazioni la definizione delle modalità attuative mediante appositi regolamenti e atti organizzativi. Per la Fp Cgil sarebbe pertanto opportuno, ai fini dell’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) per il triennio 2026–2028, prevedere un esplicito riferimento alla sua applicabilità anche al personale dirigente, nel rispetto delle esigenze organizzative dell’amministrazione, del sistema di misurazione e valutazione della performance e previa valutazione caso per caso in relazione alle funzioni esercitate e al contesto organizzativo di riferimento.
Tale previsione consentirebbe di garantire una maggiore coerenza tra il quadro contrattuale nazionale e la programmazione organizzativa dell’Ente, demandando all’amministrazione la definizione delle modalità attuative mediante l’aggiornamento del Regolamento sul lavoro agile.
Nell’ambito delle politiche di promozione del lavoro agile adottate dalla Regione per il personale del comparto, appare coerente e ragionevole considerare che anche il personale dirigenziale è parte integrante della comunità lavorativa dell’Ente e, in quanto tale, soggetto ai medesimi principi di tutela della persona e di conciliazione tra vita professionale e vita privata.
La dirigenza pubblica, pur nella specificità delle responsabilità connesse al ruolo, può trovarsi in condizioni di pendolarismo, carichi familiari e situazioni tutelate dall’ordinamento, incluse esigenze di assistenza e cura. Tali condizioni non distinguono tra comparto e dirigenza e devono essere considerate nell’organizzazione del lavoro secondo criteri di ragionevolezza, proporzionalità e coerenza con i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale, tutela della persona e buon andamento dell’azione amministrativa.
In tale prospettiva, l’eventuale estensione del lavoro agile anche alla dirigenza si configura come strumento organizzativo coerente con le politiche di benessere organizzativo, responsabilizzazione per obiettivi, modernizzazione della pubblica amministrazione e sostenibilità dei modelli lavorativi.
Né può tralasciarsi che, nell’attuale fase di rafforzamento degli organici della Regione Basilicata, una parte dei lavoratori del comparto e della dirigenza di recente assunzione si trova concretamente nelle condizioni sopra richiamate, connesse a pendolarismo, carichi familiari ed esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita privata.
In assenza di adeguati strumenti di flessibilità organizzativa, quali il lavoro agile o modalità equivalenti, tali condizioni potrebbero incidere nel medio periodo sulle scelte di permanenza all’interno dell’Amministrazione, favorendo il ricorso a istituti di mobilità o l’orientamento verso altre amministrazioni pubbliche, con il conseguente rischio di dispersione delle competenze e degli investimenti professionali recentemente acquisiti.
Una riflessione in tal senso appare pertanto coerente con gli obiettivi di attrattività, stabilità e valorizzazione del capitale umano dirigenziale, cui la Regione è chiamata nell’attuale fase di rinnovamento e rafforzamento della propria struttura organizzativa.
La Fp Cgil ritiene che un percorso di ammodernamento complessivo dei modelli di gestione e delle politiche delle risorse umane dell’amministrazione regionale, che coinvolga il personale del comparto e la dirigenza, non possa che essere leva strategica per una crescita della Regione Basilicata fondata sulla qualità delle competenze, sulla solidità organizzativa e sulla capacità di attrarre e trattenere professionalità qualificate.
Potenza, 23 gennaio 2026
IL SEGRETARIO GENERALE FP CGIL POTENZA Giuliana Pia SCARANO
RSU CGIL: Abate Donato, Telesca Rocco, Glisci Rossella, Mariano Anna Rita, Vaccaro Rocco, Cirigliano Guido, Corbo Filippo, Logiurato Antonella


