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ASACOM Potenza, 80 mila ore di fabbisogno, solo 40 mila disponibili. FP CGIL, CISL FP, UIL FP, FISASCAT CISL e UILTuCS: «Lo stato di agitazione resta aperto»

80.000 ore è il fabbisogno complessivo per assicurare la copertura del servizio al 100%. 61.000 sono state le ore assicurate lo scorso anno. Per l’anno scolastico 2026-2027, invece, le risorse oggi disponibili consentono di arrivare a circa 40.000 ore.

È questo il dato emerso dal confronto del 16 settembre tra il Comune di Potenza e le organizzazioni sindacali sul servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) per gli alunni con disabilità. Un incontro convocato a seguito della richiesta di FP CGIL, CISL FP, UIL FP, FISASCAT CISL e UILTUCS e della proclamazione dello stato di agitazione, alla presenza della Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità.

I numeri fotografano una distanza abissale tra il fabbisogno necessario a garantire il servizio e le risorse oggi disponibili. Una situazione che rischia di incidere direttamente sulla continuità dell’assistenza agli alunni con disabilità e sulle loro famiglie, oltre che sulle condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori, in gran parte occupati con contratti part-time e prestazioni legate al calendario scolastico.

Nel corso dell’incontro, il Comune ha rappresentato una riduzione di 360.000 euro delle risorse destinate al servizio per l’anno scolastico 2026-2027, dichiarando di non avere, allo stato attuale, ulteriori disponibilità economiche. Il dato si inserisce in un quadro finanziario più ampio, segnato da tagli al bilancio previsionale del Comune per circa 4,8 milioni di euro.

Le organizzazioni sindacali sono consapevoli delle difficoltà finanziarie dell’ente, ma ritengono che queste non possano ricadere sulla continuità di un servizio essenziale per gli alunni con disabilità e le loro famiglie.

Il problema, peraltro, non nasce oggi. Da anni il servizio ASACOM non riesce a coprire l’intero fabbisogno e viene gestito attraverso risorse insufficienti e soluzioni contingenti. È proprio per superare questa logica che FP CGIL, CISL FP, UIL FP, FISASCAT CISL e UILTUCS hanno aperto la vertenza.

Sul versante occupazionale, la diffida e le iniziative sindacali hanno prodotto un primo risultato concreto: la Cooperativa Nasce un Sorriso ha congelato fino al 30 settembre la riduzione delle ore contrattuali. Una decisione che ha consentito di evitare, almeno temporaneamente, l’immediata decurtazione delle ore previste dai contratti.

Si tratta però di una sospensione temporanea e il 30 settembre è ormai vicino. Bisogna fare presto.

Le organizzazioni sindacali ribadiscono inoltre che un’eventuale riduzione delle ore contrattuali non può essere disposta unilateralmente e deve essere affrontata nel rispetto delle regole, dei rapporti sindacali e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il congelamento delle ore non chiude la vertenza. Il nodo resta quello delle risorse necessarie a garantire la continuità del servizio e la piena tutela delle condizioni di lavoro.

Il Comune si è impegnato a farsi promotore della richiesta di incontro con la Regione Basilicata, alla quale sarà trasmesso anche il verbale sottoscritto dalle parti, con l’obiettivo di individuare le risorse necessarie a garantire il servizio.

Lo stato di agitazione resta aperto.

Se non saranno individuate in tempi rapidi le risorse necessarie a garantire la continuità dell’assistenza e a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, le organizzazioni sindacali procederanno con ulteriori iniziative di mobilitazione, fino allo sciopero.

La vertenza, dunque, prosegue. Ora servono risposte concrete: sulle risorse, sulla continuità del servizio, sulla tutela del lavoro e sul diritto all’istruzione degli alunni con disabilità.