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Proclamato stato di agitazione ospedale di Melfi

Nell’immobilismo della direzione generale dell’azienda ospedaliera San Carlo quello che si sta verificando è uno svuotamento dei presidi territoriali sede di psa, a partire dalla gravissima carenza di personale medico, infermieristico e oss cui si aggiungono nell’ospedale di Melfi i mancati investimenti sulla struttura. Basti pensare che a distanza di due anni dal riordino i dipendenti indossano ancora le divise dell’Asp; nonostante si sia proceduto all’acquisto, la risonanza magnetica non è stata messa in funzione; gli arredi dell’ospedale sono decrepiti e non vengono sostituiti; le apparecchiature elettromedicali sono obsolete ed i contratti di manutenzione delle apparecchiature radiologiche sono scaduti. Più volte abbiamo segnalato le condizioni nelle quali versa l’ospedale di Melfi sul quale aleggia un incomprensibile silenzio. Il personale è ormai allo stremo, sottoposto a turni insostenibili e al di fuori di ogni regola che, peraltro, rischiano di non garantire l’adeguata assistenza ai pazienti che fruiscono dei servizi sanitari del presidio ospedaliero. Una situazione di incuria e atavico abbandono alla quale bisogna mettere fine dando una prospettiva all’ospedale di Melfi come a tutti i presidi ospedalieri sede di psa della nostra regione. Non possiamo attendere il nuovo Piano socio sanitario e la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale da parte della Regione. Servono azioni immediate sull’ospedale, serve che la direzione strategica del San Carlo, che, a ridosso del suo insediamento, ha svolto più riunioni presso il presidio di Melfi, inizi ad operare nella direzione del rafforzamento e della valorizzazione del presidio. E certo non va in questa direzione l’ultima scelta messain campo di rimuovere, dall’oggi al domani, il direttore sanitario facente funzioni che pur tra mille difficoltà si era fatto carico delle criticità del presidio e delle istanze dei lavoratori. È innegabile che il presidio ospedaliero versi in una condizione di grande sofferenza, e la prima emergenza da affrontare è quella del personale. Non ci sono esimenti per quello che sta avvenendo: il San Carlo può e deve continuare a fare assunzioni colmando con immediatezza le carenze strutturali dell’ospedale di Melfi, scorrendo graduatorie e facendo concorsi già in base al piano triennale regionale delle assunzioni che prevede 1049 unità nel triennio per la sanità lucana. Chiediamo alla Regione di deliberare in fretta l’assegnazione alle aziende sanitarie e ospedaliere delle ulteriori risorse messe a disposizione del governo nazionale col DL Rilancio che consentiranno di rafforzare gli organici dell’intera rete ospedaliera regionale. Gli strumenti ci sono bisogna solo decidere di attivarli. Di fronte a questa perdurante incuria non possiamo che proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale dell’Ospedale di Melfi. Chiediamo infine di convocare un tavolo permanente di discussione per Melfi e per tutti i presidi territoriali. Qualora non riceveremo risposte immediate da parte della Direzione del San Carlo e dell’Assessore alla Sanità proseguiremo con tutte le forme di mobilitazione fino ad arrivare alla proclamazione dello sciopero.