Fp Cgil: “Riconoscere la dignità professionale ed economica del lavoro culturale. In Basilicata carenza di personale e precarizzazione, caso emblematico la biblioteca Stigliani di Matera”
La cultura italiana, pilastro fondamentale dell’identità nazionale, non può esistere senza il contributo quotidiano delle persone che la producono e la custodiscono. Tuttavia, le lavoratrici e i lavoratori dei settori culturali si trovano spesso a operare in condizioni inaccettabili, conseguenza diretta dei ripetuti tagli al finanziamento pubblico. Queste condizioni si manifestano attraverso carenze strutturali di organico, processi di esternalizzazione e precarizzazione, sottoremunerazione, contratti impropri o inesistenti e, in alcuni casi, una totale assenza di tutele previdenziali e sociali per chi vive in una situazione di precarietà.
È profondamente contraddittorio che un Paese come l’Italia, che deve alla Cultura una parte essenziale della propria identità e del proprio valore internazionale, tratti in maniera così inadeguata coloro che costruiscono, preservano e valorizzano tale ricchezza ogni giorno.
Oggi,12 giugno, vi è stata la mobilitazione nazionale del personale della Cultura, alla base delle rivendicazioni vi è il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale. Si richiede il superamento strutturale della precarietà mediante la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e la stabilizzazione dei lavoratori precari attraverso un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche. Inoltre, si invoca la valorizzazione del personale, affinché il settore possa finalmente ricevere il riconoscimento che merita.
In Basilicata la situazione non è diversa, ovunque vi è carenza di personale in particolare di personale tecnico specialistico per la tutela e addetti alla vigilanza soprattutto nelle sedi periferiche dei Musei per consentire una migliore fruizione dei siti.
Tra tutte le istituzioni culturali regionali, emerge la Biblioteca Stigliani di Matera per la sua condizione di precarietà: ad oggi il numero di dipendenti è insufficiente per garantire un servizio continuativo e di qualità alla collettività. Tutto ciò fa della Biblioteca Stigliani di Matera un caso emblematico. Nonostante le numerose sollecitazioni sindacali e della società civile, la biblioteca Stigliani non ha mai ricevuto risposte concrete. A oltre dieci anni dall’entrata in vigore della legge Del Rio, che ha trasferito le funzioni culturali alle regioni, la biblioteca vive ancora una condizione di precarietà generalizzata.
Ed è questo l’obiettivo della mobilitazione nazionale odierna, quello di mettere in luce un universo professionale spesso frammentato e poco rappresentato, in cui i lavoratori rivendicano il riconoscimento della dignità economica e professionale e condannano i tagli alla spesa culturale, la precarietà strutturale, i salari bassi e le tutele insufficienti.
Fp Cgil Potenza-Matera Giuliana Scarano, Massimo Cristallo e Carmen Sabbatella


