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In Basilicata personale ridotto al lumicino, serve nuovo piano occupazionale

La fotografia offerta nei giorni scorsi dall’Osservatorio sulle pensioni dei travet pubblicato dall’Inps segna un aumento di pensionamenti dell’8,4% nel 2020 rispetto al 2019, mostrando una continua corsa all’uscita dal pubblico impiego, favorita anche da Quota 100. A inizio 2021 risultano erogati ai lavoratori della pubblica amministrazione 3.029.451 trattamenti, l’1,3% in più sui 2.990.412 registrati l’anno precedente e pari al 58% (1.757.848), riconducibile a pensioni di anzianità o anticipate. Lo scorso anno, infatti, gli assegni anticipati agli ex dipendenti pubblici sono stati 98.453, ovvero oltre la metà del totale (il 54,9%), e hanno assorbito più del 62% della spesa, mentre quelli liquidati al raggiungimento della soglia di vecchiaia (67 anni) sono state appena 33.428: il 18,7% di tutte le pensioni erogate nella pubblica amministrazione.
La Basilicata non fa eccezione rispetto al trend nazionale: a fronte di 22.634 pensioni per vecchiaia del 2020 si rileva nel 2021 un incremento di 753 liquidazioni, con un andamento lineare in aumento nel corso degli anni. Tra il 2019 e il 2020 sono andati in pensione oltre 1.000 lavoratori pubblici e tra il 2015 al 2018 abbiamo perso altri 2.000 lavoratori, tra ministeri, enti locali e sanità. Una vera e propria emorragia. Ben si comprende la situazione dei nostri comuni, talora con un solo dipendente, e dipartimenti della Regione Basilicata con il personale del comparto ridotto al lumicino, e la drammatica situazione nella quale si è trovata ad operare la nostra sanità in piena pandemia. Non solo occorre favorire il ricambio generazionale svecchiando la pubblica amministrazione, ma è necessario un grande piano di assunzioni per far fronte alle fuoriuscite di questi anni. Ecco perché serve, come sosteniamo da tempo, un piano assunzionale straordinario che dia respiro e nuovo slancio ad amministrazioni che rischiano di non rispondere più ai bisogni della nostra comunità. Un grande investimento nel “capitale umano” per rafforzare e potenziare i servizi pubblici assicurando una migliore tutela della persone e per dare un nuovo slancio occupazionale nei vari comparti pubblici. Entro luglio, nell’ambito del reclutamento di personale dedicato alle politiche di coesione, sono previste 119 nuove assunzioni tra ministeri ed enti locali della regione e con le misure di semplificazione per lo svolgimento dei concorsi previste dal DL 44/2021, come modificato dalla legge di conversione approvata il 25 maggio, si potrà accelerare nelle procedure di reclutamento dando un po’ di respiro ai nostri servizi pubblici.