Fp Cgil Potenza in IV Commissione consiliare regionale: “Intrappolato nella logica dell’invarianza delle risorse e dell’assetto organizzativo precostituito, rischia di tradursi in una dichiarazione di intenti priva di una reale programmazione di azioni e servizi”
La FP CGIL Potenza è stata audita oggi dalla IV Commissione consiliare della Regione Basilicata nell’ambito del confronto sul Piano Socio Sanitario Regionale 2026-2030.
“Nel corso dell’audizione – afferma la segretaria generale Fp Cgil Potenza, Giuliana Scarano – abbiamo illustrato le nostre osservazioni sul piano, evidenziando le principali criticità. Il limite invalicabile di questo piano è la scelta esplicita di non intervenire sull’assetto organizzativo-strutturale della rete ospedaliera, blindando di fatto la legge regionale 2 del 2017, scelta che rischia di trasformare l’analisi dei bisogni (invecchiamento e spopolamento) in un mero esercizio di stile. Su questo aspetto la IV commissione ha preannunciato l’apertura di una discussione. Abbiamo rimarcato che il potenziamento della sanità territoriale, delle Case della Comunità e dei nuovi modelli assistenziali previsti dal PNRR non possono realizzarsi senza un piano straordinario di assunzioni, stabilizzazioni e valorizzazione professionale. Senza medici, infermieri e operatori sanitari in numero sufficiente, adeguatamente formati e retribuiti, il rischio concreto è quello di trasformare le nuove strutture territoriali in “cattedrali nel deserto”, aggravando ulteriormente le difficoltà già esistenti nei servizi sanitari. A tal proposito – ha aggiunto Scarano – abbiamo evidenziato la necessità di superare i tetti di spesa sul personale, investire nella formazione continua e rendere maggiormente attrattivo il lavoro sanitario nei territori lucani, contrastando precarietà e carichi di lavoro sempre più pesanti. Abbiamo inoltre sottolineato come molte delle azioni previste dal piano poggino su risorse straordinarie legate al PNRR e ad altri programmi nazionali, senza però indicare con chiarezza come i servizi saranno garantiti oltre il 2026, rimarcando come sia indispensabile assicurare un utilizzo efficace delle risorse disponibili e prevedere un rafforzamento strutturale del finanziamento sanitario regionale.
Abbiamo rappresentato come nel piano vi sia una grande assente, ovvero la rete oncologica regionale, nonostante le potenzialità di integrazione ospedale-territorio attraverso una più stretta collaborazione tra IRCCS CROB, aziende ospedaliere e aziende sanitarie territoriali, ma anche del servizio di emergenza- urgenza 118, totalmente pubblico in Basilicata e che deve rimanere tale, rifuggendo qualsiasi tentativo di esternalizzazione. Utile, proprio per rimarcarne l’importanza, non dimenticarsi dei risultati dell’ultimo monitoraggio del ministero della Salute sui LEA, nei quali la Basilicata è risultata insufficiente proprio nell’area distrettuale, certificando che il diritto alla salute non viene garantito in modo uniforme sul territorio regionale. Ribadita, pertanto, la necessità di rafforzare proprio i servizi distrettuali, la salute mentale, la non autosufficienza e i consultori familiari, garantendo servizi minimi certi e realmente esigibili su tutto il territorio regionale.
Nel confronto – ha concluso Scarano – è stato affrontato anche il tema dello sviluppo delle farmacie dei servizi, rispetto al quale abbiamo posto l’attenzione sul rischio che l’affidamento di ulteriori prestazioni sanitarie e diagnostiche al sistema privato possa rappresentare una deriva pericolosa per il servizio sanitario pubblico, con ricadute sull’uniformità e sulla qualità dell’offerta sanitaria.
Abbiamo fortemente evidenziato come, a nostro avviso, il Piano socio sanitario fallisca nel tradurre la programmazione in un’effettiva esigibilità del diritto alla salute, rimanendo intrappolato nella logica dell’invarianza delle risorse e dell’assetto organizzativo precostituito, col rischio concreto di tradursi in una dichiarazione di intenti priva di una reale programmazione funzionale di azioni e servizi. L’incontro è stato anche occasione per affrontare il tema del corso-concorso per infermieri di comunità, sul quale la IV Commissione ha annunciato una prossima audizione dedicata”.

