La FP CGIL Potenza esprime soddisfazione per la tanto attesa sottoscrizione nella giornata di ieri del Protocollo d’Intesa tra ASP e ASM relativo alla ricollocazione del personale del 118 operante nel territorio materano e dichiarato non idoneo allo svolgimento delle attività di emergenza-urgenza a seguito delle valutazioni del medico competente.
Si tratta di un risultato importante, frutto di un lungo e costante lavoro sindacale portato avanti dalla FP CGIL di Potenza attraverso note formali, richieste di convocazione e interlocuzioni istituzionali finalizzate ad aprire un confronto regionale sulla situazione del personale transitato in Asp da quasi un decennio.
La vicenda trae origine dal riordino del sistema sanitario regionale previsto dalla Legge regionale n. 2 del 2017 di “Riordino del Sistema Sanitario Regionale di Basilicata” che, all’articolo 2 stabiliva che l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza – ASP assumesse la competenza esclusiva, gestionale, economica ed organizzativa sul Sistema Regionale dell’Emergenza/Urgenza 118, comprensiva dei rapporti di lavoro, delle risorse strutturali, strumentali ed economiche. Negli anni successivi, diversi lavoratori hanno maturato limitazioni certificate dal medico competente che ne impedivano l’utilizzo nei servizi di emergenza territoriale e, nel caso di personale del materano assegnato al Deu 118, questa situazione ha prodotto forti criticità, con i lavoratori costretti ad accettare, nell’ambito del cosiddetto repechage – ovvero il dovere del datore di lavoro di individuare tutte le possibili soluzioni organizzative utili alla riallocazione del personale con limitazioni o inidoneità sopravvenute – assegnazioni lontane dal territorio di residenza a causa dell’assenza di strutture ASP nel Materano al di fuori del Dipartimento di Emergenza Urgenza.
Proprio per questo la FP CGIL di Potenza, già dal 2024, ha promosso specifiche istanze per la definizione di un nuovo protocollo d’intesa, scaduto nel 2018, condiviso tra ASP e ASM che consentisse la ricollocazione del personale in servizi compatibili con le prescrizioni sanitarie e più vicini ai territori di appartenenza.
Determinante, in questo percorso, è stata anche la recente nota del Direttore Generale del Dipartimento Salute della Regione Basilicata, che facendo esplicito riferimento alle richieste avanzate dalla FP CGIL e ai successivi solleciti sindacali, ha invitato ASP e ASM a convocare con urgenza il tavolo regionale per la stipula del protocollo.
Un passaggio significativo che certifica il ruolo proattivo esercitato dalla FP CGIL di Potenza nell’apertura del confronto istituzionale e nella costruzione di una soluzione concreta a tutela dei lavoratori interessati.
Nel protocollo sottoscritto la Fp Cgil ha rilevato, tuttavia, delle difformità già prontamente segnalate. Abbiamo chiesto l’inserimento nel protocollo di tale personale, che la preliminare ricognizione aveva individuato, e che è quello che maggiormente sta subendo i disagi di questa situazione, in quanto affronta centinaia di Km per recarsi al lavoro dalla provincia di Matera sulla città di Potenza. La ricollocazione del personale nei servizi ASM compatibili con le limitazioni certificate, avrà decorrenza dal prossimo 1 luglio e garantirà continuità lavorativa, tutela professionale, rispetto delle condizioni di salute e salvaguardia dei tempi di vita e lavoro dei dipendenti.
“La sottoscrizione di questo accordo, al netto della criticità rappresentata dalla dimenticanza di alcune figure, che siamo certi sarà prontamente sanata, rappresenta un atto di responsabilità istituzionale e una risposta concreta a lavoratrici e lavoratori fragili che per troppo tempo hanno vissuto condizioni di incertezza – dichiara la FP CGIL Potenza – conseguenti a una legge di riordino del sistema sanitario regionale sulla quale abbiamo sempre espresso tutta la nostra contrarietà. La sottoscrizione del protocollo è il risultato di una vertenza che come Fp Cgil abbiamo seguito con determinazione, mantenendo sempre al centro la dignità delle persone, la tutela della salute e il diritto a un lavoro compatibile con le proprie condizioni di salute.
Continueremo a vigilare sulla piena attuazione del protocollo e sul rispetto degli impegni assunti, affinché il confronto sindacale resti uno strumento concreto di tutela dei lavoratori e di miglioramento dell’organizzazione sanitaria regionale.

