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Stabilizzazione LSU, un atto di giustizia. In Basilicata 177 in attesa nonostante l’impegno del governo

A distanza di circa un anno dall’impegno assunto dal Governo di stabilizzare tutta la platea degli LSU, sia appartenenti al fondo che autofinanziati, dobbiamo purtroppo ancora rilevare che ben poco è stato fatto. In un periodo storico nel quale il blocco del turnover ha svuotato i nostri uffici comunali, alcuni dei quali oggi contano solo pochissime unità (2-3), molte amministrazioni non hanno ritenuto di dover utilizzare le opportunità messe a disposizione dallo Stato e dalla Regione per stabilizzare questo personale che, da anni, opera presso le nostre amministrazioni. In Basilicata siamo passati, infatti, da una platea di 250 lavoratori del 2019 alla platea attuale di 177.
Di questi, solo alcuni hanno fatto istanza di fuoriuscita a seguito del bando pubblicato a fine anno dalla Regione Basilicata. Quindi sono ancora tanti i lavoratori che, con pochi euro al mese e senza alcun trattamento previdenziale, operano presso le nostre amministrazioni comunali.
Per quanto ci riguarda, come FP Cgil, rivolgiamo ai sindaci l’invito a dare stabilità a questi lavoratori che, molte volte, al pari dei dipendenti comunali, rendono servizi alle nostre comunità e un appello all’assessore Cupparo della Regione Basilicata a pubblicare, anche per quest’anno, l’avviso pubblico per le misure di incentivazione volte allo svuotamento del bacino che, nella nostra provincia, vede ancora presenti circa 90 lavoratori socialmente utili autofinanziati, ovvero con risorse messe a disposizione dalla Regione. Non è accettabile, secondo noi, che amministrazioni pubbliche consentano ancora questa precarietà che dura da anni, negando un diritto sancito dall’art.4 della Costituzione. Con la situazione disastrosa, in termini di risorse umane, dei nostri comuni, la stabilizzazione di questi lavoratori sarebbe non solo un atto di giustizia, ma anche un’utile linfa per i loro uffici.