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Risorse aggiuntive sanità – richiesti alla regione fondi regionali

Servono risorse aggiuntive regionali per la sanità, oltre alle somme stanziate dal governo nazionale. La Regione Basilicata, nel corso dell’incontro tenutosi nella mattinata odierna con le direzioni strategiche delle aziende ospedaliera, sanitarie e Irccs, ha dichiarato che sono a disposizione 3 milioni di euro da suddividere tra le aziende per ristorare i lavoratori impegnati nel combattere l’emergenza del rischio Covid19, riservandosi di mettere sul tavolo ulteriori risorse e presentare una proposta dopo aver discusso con i direttori generali.

Riteniamo sia indispensabile che la Regione implementi con proprie risorse i fondi nazionali stanziati per l’emergenza, anche utilizzando, ad esempio, una parte dei 6 milioni di risorse regionali a valere sul Por Fers 2014-2020, destinandone una quota al personale.

Sono necessarie risorse volte a compensare il disagio e il rischio biologico in cui incorrono tutti i lavoratori del servizio sanitario regionale, graduandolo in relazione alla loro esposizione al rischio di contagio della malattia, nonché alle difficili condizioni operative conseguenti all’impatto sull’intero sistema sanitario della nuova patologia. La proposta, lo ribadiamo, prevede un incentivo, suddiviso in tre fasce gradualmente legate al rischio e non alla figura professionale, di 45, 25 e 20 euro per ogni turno lavorato dall’11 marzo 2020. Crediamo sia indispensabile includere tutto il personale che, a vario titolo, si sta esponendo al rischio per traghettare la sanità lucana fuori dall’emergenza e pertanto riteniamo indispensabile tenere in considerazione le varie figure professionali. A questo proposito ricordiamo che ci sono operatori della sanità che si sono ammalati di Covid sul posto di lavoro e non solo perché a contatto diretto con pazienti covid ma perché operanti in servizi a continuo contatto con utenza proveniente anche dall’esterno e in un ambiente lavorativo a rischio.

Chiediamo che parte delle risorse aggiuntive siano destinate all’estensione dell’indennità di malattie infettive – prevista dal contratto collettivo nazionale del lavoro 2016-2018 – ai servizi ospedalieri e territoriali divenuti a rischio infettivo. riconoscendola al personale del comparto del ruolo sanitario e agli ausiliari specializzati, agli operatori tecnici addetti all’assistenza, agli operatori socio sanitari, agli autisti di ambulanza direttamente impiegati nelle attività di contrasto all’emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del Covid-19. Chiediamo inoltre il riconoscimento della indennità di terapia sub-intensiva al dipartimento emergenza urgenza del 118, come più volte avanzato già in passato.
Servono tempi rapidi per lo stanziamento e l’attribuzione delle risorse alle aziende sanitarie e ospedaliere regionali, in maniera da poter procedere celermente a dare risposte a quanti con impegno, disponibilità e grande professionalità, in un contesto così straordinario e complesso, stanno lavorando per la salute collettiva.