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FP CGIL, MASCHERINE COVID-19 AL SAN CARLO: “SONO FAZZOLETTI”

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Mascherine pronto soccorso ospedale San Carlo di Potenza
Fazzoletti bianchi del tutto inadeguati: inaccettabile!

Non è accettabile continuare a raccogliere segnalazioni sulla mancanza di dispositivi di protezione individuale e protocolli operativi che vengono adeguati sulla base della disponibilità di materiali, dalle mascherine ai tamponi. Medici, infermieri, oss, tecnici sanitari, con la loro professionalità e consapevolezza di essere in questi momenti barlume di speranza per tutti cittadini intimoriti e disorientati da questa emergenza, sono lavoratori in prima linea nel fronteggiare questa emergenza. Ma per esserlo davvero la loro salute va tutelata adeguatamente, non solo perché hanno diritto alle tutele come tutti gli altri lavoratori, ma perché in questo momento la loro salute è più preziosa dei respiratori. Non possiamo non tenere in considerazione che quando i sanitari si ammalano sguarniscono ulteriormente reparti già carenti di personale quali i pronto soccorsi, le rianimazioni e le terapie intensive.

Tutelare questo personale significa anche tutelare la salute dei cittadini.

Siamo ben consapevoli che al momento di mascherine ce ne sono poche, ma questo non legittima la dotazione che ieri è stata messa a disposizione degli operatori del San Carlo, in particolare del pronto soccorso. Si tratta delle mascherine inviate in tutta Italia, tra lo sgomento e le proteste generali, dalla protezione civile: fazzoletti bianchi che non garantiscono l’adeguata protezione di chi opera nei servizi esposti a rischio contagio coronavirus.

Chiediamo alle istituzioni, a tutti i livelli, di farsi parte attiva per rendere effettive tutte le tutele e in particolare di fornire agli operatori sanitari dell’azienda ospedaliera San Carlo dpi adeguati. Se è vero che si tratta di mascherine fornite dalla protezione civile, è pur vero che la loro distribuzione, che è di competenza dell’azienda, va fatta in funzione del rischio delle unità cui vengono assegnate e certamente quelle date non sono adeguate a chi opera in un pronto soccorso che è un servizio di prima linea. In assenza di misure omogenee evidentemente il buon senso non basta e bisogna intervenire con fermezza per ristabilire priorità e protezione a tutti i lavoratori della sanità.