FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL e UILTuCS: “Tagli insostenibili. Comune e Regione garantiscano il servizio e il lavoro”
La FP CGIL, la CISL FP, la FISASCAT CISL, la UIL FPL e la UILTuCS proclamano lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità nelle scuole del Comune di Potenza.
La decisione arriva dopo mesi di preoccupazione e, soprattutto, dopo il mancato riscontro del Comune di Potenza alle formali richieste di incontro e di chiarimento avanzate dalle Organizzazioni Sindacali.
A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, l’Amministrazione comunale non ha fornito alcuna risposta sull’organizzazione del servizio, sulle risorse disponibili e sulle conseguenze dei tagli annunciati. Nel frattempo, sono le lavoratrici e i lavoratori, informati dalla cooperativa tramite whatsapp, ad apprendere delle pesanti riduzioni delle proprie ore contrattuali.
Una situazione che riteniamo grave e inaccettabile. È paradossale che, a fronte delle formali richieste delle Organizzazioni Sindacali, il Comune continui a non fornire alcun riscontro, mentre alle lavoratrici e ai lavoratori viene comunicata una significativa riduzione delle ore di lavoro e, conseguentemente, del reddito.
La riduzione delle ore era stata già paventata nel corso dello scorso anno scolastico, a causa delle difficoltà economiche del Comune. Oggi quella prospettiva rischia concretamente di tradursi in un pesante ridimensionamento del servizio e del lavoro.
Ma una riduzione delle risorse non può automaticamente tradursi in una riduzione delle ore contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori: un taglio pesantissimo per persone che, in larga parte, sono già impiegate con contratti part-time e percepiscono salari molto bassi.
Non si può pensare di affrontare le difficoltà economiche dell’Ente scaricandole ancora una volta sui lavoratori. Ridurre ulteriormente le ore significa ridurre salari già insufficienti e aggravare condizioni di lavoro e di vita già fragili.
Le minori risorse disponibili per il servizio non possono diventare, di per sé, la giustificazione per comprimere unilateralmente il lavoro e il reddito delle persone.
Anche il contributo regionale destinato al servizio, pur rappresentando una risorsa importante, non appare sufficiente a compensare la riduzione delle risorse comunali e a garantire il fabbisogno complessivo. Comune e Regione devono quindi intervenire per assicurare le risorse necessarie.
Non può essere il bilancio a stabilire quanta assistenza spetti a un alunno con disabilità. Il servizio deve essere organizzato sulla base del reale fabbisogno assistenziale e garantito nella sua continuità e qualità.
Allo stesso modo, non può essere il salario delle lavoratrici e dei lavoratori a diventare la variabile sulla quale far ricadere le difficoltà finanziarie dell’Ente. Non accetteremo che una riduzione delle risorse pubbliche si trasformi in una riduzione delle ore contrattuali e dei redditi di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale.
Non siamo disposti ad accettare che a pagare il prezzo dei tagli siano contemporaneamente gli alunni con disabilità, le loro famiglie e i lavoratori. Da una parte si rischia di ridurre l’assistenza necessaria, dall’altra si interviene sulle ore di lavoro e sui redditi di lavoratrici e lavoratori già fortemente penalizzati dal part-time e da condizioni economiche difficili.
Abbiamo chiesto alla Cooperativa e al Comune di Potenza di convocare l’incontro al fine di risolvere la problematica: siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per tutelare il servizio, gli alunni, le loro famiglie e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’inclusione scolastica non può essere una voce da tagliare e il salario di chi garantisce questo servizio non può diventare la soluzione ai problemi di bilancio.


